Umida e fertile
Terra bruna di noi
Seguendo un filo silente
Curve del tempo
Magnetiche parabole
Ci ritrovammo al tavolo
Parentesi mistiche sollevando il mondo
Alla fine del giorno
Nell’ora propizia
Mischiammo ragioni e sogni
Sostanze e presenze
Capendo cosa c’era sotto
Mutualizzando pienezza
Avevamo poche parole
Ma grandi come nubi
Vere come pioggia
Guardammo in alto di sbieco
L’acqua cadere
L’infinito scriversi
Voci silenti per pochi
incroci senza contatto
sfiornadoci fuochi
nell'ansa del nostro petto
Sfuggi dalla mia presa
anima a te sola appartieni
muovi alla meta preclusa
contro tutte le loro ragioni
Costellazioni e incontri
luminescenze insonni nei volti
sopraffine e rare memorie
in quegli sguardi raccolti
collezioni di possibili storie
Traces de divergence
Séparer le sentier
Versions et vengeances
Châtiments mérités
L’arme dans la main
Sans peur de détendre
Sans larmes dedans
Prêt à te perdre
Fuit de vous et de tout
Chair brûlée
L'absence connue
Ne peut que se cacher
Con un filo di lacrime ad appannarti la vista. Cerchi l’angolo giusto d’osservazione, tra palazzi che sfilano, tra immagini vive, il ricordo di una storia che non ci sarà più. Dovresti dire che non sei preparato, che non avresti dovuto, che non hai imparato nulla.
Del resto.
Dovresti dire quello che ti passa per la testa. Sempre. Preferibilmente nei contesti meno adatti. Sarebbe un modo per distinguerti, lasciare il segno, affermare la verità del tuo passaggio. Alla peggio scrivendo il tuo nome sulle piastrelle bianche e luminescenti di un ospedale psichiatrico di perifieria.
Cura o esorcismo
Vendere l’anima al mondo
Il diavolo ha di meglio da fare
Fate come gli altri
Ingozzatevi d’imitazione
Tanto il bene non serve
Ché non c’è verità
Nulla resta da declinare
Poiché siamo soltanto metà
Vantati di quello che sembri. Non dire a nessuno che sei uno qualunque. Uno qualunque. Non ti crederanno. Ti diranno che sei un tipo in gamba, che hai le carte in regola. Che sei uno che sa quello che vuole.
"Lei dovrebbe accettare il fatto che nella vita occorre fissare degli obiettivi possibili", mi ha detto dall’alto del suo pizzetto bianconero e ben curato il mio analista. In quest’epoca dove Dio è morto e il suo storico rivale è disoccupato e depresso, può succedere che gli strizzacervelli abbiano pure ragione qualche volta.
Questa storia degli obiettivi la devi prendere in considerazione. Se non altro per i 45€ la seduta. In effetti pare che . avere fini da raggiungere nel medio-lungo periodo sia la normale necessaria condizione di equilibrio. Successione di giorni a rappresentare un disegno previsto e voluto, dove si siano investiti a dovere i propri talenti e messi i mezzi adeguati. Con un corollario di preghiere e/o invocazioni a un dio o chi per lui laddove ritenuto necessario.
Obiezione dottore : tu puoi volere una cosa, una persona, uno status. Allora ti metti a lavorare sodo per raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissato. Devi superare ostacoli, devi saper fare dei sacrifici. Ce la puoi fare, tenendo duro. Poi, dopo un po’ di tempo e dosi variabili di abnegazione ci arrivi. Ce l’hai fatta. E in quel momento che cosa succede? Dovresti goderne, il compimento dovrebbe contribuire alla tua pienezza, alla tua soddisfazione, al tuo equilibrio. Globalmente alla tua "felicità".
Quando invece fossero soltanto la tensione, la ricerca, il desiderio a riempirti anima e corpo? L’insoddisfazione sarà la tua instancabile compagna. E non avrai altro dio all’infuori di lui, il desiderio, che ti dà ragione di esistere, vento nelle vele, voglia di svegliarsi e quella delle notti lunghe. Voglia di amare.
Farlo è un altro conto.
Non è vero dottore?
Anfratti mentali buii
Ansimare via il coma
Senza scuse o ragioni
Oblio di passioni
O
Meglio essere in silenzio
Fare finta di niente
Morire dentro
Non ti cercherò più
Riempito di nulla
Senza alcuna virtù
Assente e disperso
In un fuoco fatuo
Deglutito e sommerso
Moto silente e perpetuo
Equilibre de papier
Sensation d’infini
Pour te retrouver
Caresses mon âme
Seulement cette vie
Mais j’ai envie
Noi
Essere in modo sbagliato
Grazie di dedicare elogi
Stringere abbracci
" Forse non abbiamo preso in considerazione i fatti "
Svolgimento linearmente sterile
Andando e venendo
Stare in campana potrà risultare utile
Prossimi venturi e falsi come l’alba
Non chiedersi mai cosa sta dietro
Ai servizi compiuti
Agli angoli angusti
Alle proposte alternative
" Del resto dobbiamo badare alle nostre unità di ripiego "
Alle nostre cellule
Ai nostri perimetri
A scadenze e dipendenze
A riprodurci nelle statistiche
Do ut des